Su 19 marzo trovi

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venerdì 15 gennaio 2010

Pazza idea..mica tanto!


Su "La Stampa", il segretario di uno dei più importanti circoli del Pd romano, quello a via dei Giubbonari, annuncia le dimissioni dall'incarico perchè non intende sostenere la Bonino alle prossime regionali. "Siamo troppo distanti sui temi etici", dice l'ormai ex segretario proveniente dall'area Margherita.

Su "Il Giornale", il titolo di pagina 8 è: "Il sito più liberale del Pdl scatenato contro la Polverini". Il quotidiano, anch'esso di area Pdl e il cui direttore ha scritto alcuni editoriali contro la candidata alle Regionali nel Lazio, scrive che il sito Tocqueville.it (un aggregatore di blog di centro-destra), non accetta la candidatura. "Che senso ha, per la destra, vincere le elezioni per ritrovarsi con un governatore di sinistra?", si legge. Un altro blogger sempre di centro-destra, Giova, si augura una memorabile sconfitta per la Polverini e giudica la Bonino "il male minore".

Idea. E se nel Lazio centro-destra e centro-sinistra si scambiassero i candidati? Pardon, le candidate?



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mercoledì 23 dicembre 2009

Per la serie abbassiamo i toni...

Brutti stronzi, vogliamo abbassare questi cazzo di toni?

Detto fatto. Ecco a voi una serie di lanci d'agenzia di questi tre giorni di inizio settimana natalizia.

RIFORME:VITALI(PDL),PER FARLE ISOLARE IL TALEBANO DI PIETRO
(ANSA) - ROMA, 21 DIC - "E' proprio vero. Per avviare un percorso di riforme costituzionali e ordinarie, con il maggior consenso possibile, bisogna isolare il talebano Di Pietro''. Lo afferma Luigi Vitali, componente della consulta Giustizia del Pdl. "Del resto,se l'Italia per Di Pietro dovesse funzionare come il suo partito, si farebbe prima a parlare di dittatura invece che di democrazia".

BERLUSCONI: PARDI (IDV), CAMPAGNA ODIO? PREMIER NE E' AUTORE
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Questa storia della campagna di odio e' una ballla insopportabile". Lo ha affermato Francesco Pardi, senatore dell'Italia del Valori questa mattina a ''Omnibus'' su La7. "Tutte le manifestazioni degli ultimi anni - ha proseguito - anche quelle spontanee, sono state sempre pacifiche. La campagna di odio semmai ha un autore fondamentale che è il presidente del Consiglio. Berlusconi infatti si è sempre scatenato con insulti contro gli avversari. A cambiare il clima d'odio ci pensi innanzitutto il premier quando se la prende con il presidente della Repubblica o con la Corte Costituzionale. Non credo poi che ci sia questo estremo bisogno di riforme costituzionali. L'unica legge che andrebbe cambiata - ha proseguito Pardi - e' la legge elettorale. Infatti l'aspirazione del presidente del Consiglio, che era ineleggibile e incompatibile con l'esercizio del potere politico, e' avere un rapporto diretto con il popolo. Ma quando si invoca il consenso popolare si dice una menzogna perchè la nostra non e' una Repubblica presidenziale, anche se siamo stati costretti a votare con una legge elettorale infame che appunto andrebbe cambiata''.

BERLUSCONI: GASPARRI, PARDI E' UN TERRORISTA COME LE BR

(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Levare di torno Berlusconi, questa è la parola d'ordine della violenza della sinistra anche se la dicono durante la pubblicita', come ha fatto Pardi, perche' si vergognano". Lo ha detto Maurizio Gasparri, senatore del Popolo della Liberta', questa mattina a "Omnibus" su La7. Commentando una frase del senatore dell'Italia dei Valori Francesco Pardi, Gasparri ha continuato dicendo che "Pardi è una persona pericolosa per la democrazia, è come le Brigate Rosse, solo Curcio parlava così. La violenza è alimentata anche da chi, come Pardi, usa un linguaggio terroristico che poi pazzi di turno trasformano in oggetti lanciati. Gente come Pardi è incompatibile con la democrazia"

BERLUSCONI: PARDI, GASPARRI? E' UN NEOFITA DELLA DEMOCRAZIA
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Ricordo a Gasparri che dare del terrorista a chi non lo è, è passibile di querela. Non lo faccio perche' significherebbe avere considerazione della sua scarsa intelligenza". Lo ha detto il senatore dell'Italia dei Valori, Francesco Pardi, in riferimento a quanto affermato dal capogruppo del Pdl al Senato stamattina durante la trasmissione Omnibus, su La7. "Sarebbe il caso invece - è la replica di Pardi - che colui che una volta chiamavano 'il carrierino dei piccoli', chieda scusa agli italiani che hanno visto la trasmissione stamattina per le corbellerie che ha sparato e per le solite strumentali polemiche a cui non ci abitueremo mai. Gli avversari politici si battono con la ragione. Gasparri, in mancanza di questa, e' costretto alla falsificazione e agli insulti: comportamenti non sorprendenti in un neofita della democrazia".

FIAT: BARBATO(IDV),PER OGNI LICENZIATO TIRO STATUA A PREMIER
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Per ogni operaio della Fiat buttato fuori, la tiro io in faccia la statuetta a Berlusconi". Lo ha detto, prendendo la parola durante il sit-in di protesta degli operai Fiat di fronte a Palazzo Chigi, Francesco Barbato, deputato dell'Italia dei Valori.

FIAT: LABOCCETTA, IDV CACCI BARBATO, E' TARTAGLIA CAMERA
(ANSA) - ROMA, 23 DIC - "Che Franco Barbato, deputato dipietrista, sia un soggetto socialmente pericoloso, sostanzialmente uno squilibrato, che dall'inizio della legislatura cerca in maniera maniacale la rissa in aula esibendosi in continue provocazioni, lanciando sistematiche offese a Silvio Berlusconi, a tutto il Governo, alla maggioranza parlamentare, lo sostengo da sempre. Barbato è il Tartaglia di Montecitorio". Lo ha detto Amedeo Laboccetta, deputato campano del Pdl.



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giovedì 17 dicembre 2009

Votami..nel 2013!


Dopo la violenza al premier Silvio Berlusconi si sono moltiplicati gli appelli ad abbassare i toni. Sono anni che la politica italiana non perde occasione per esprimersi in modo esagerato, a volte addirittura in modo volgare.

Non è intenzione di 19marzo09, come al solito, attribuire responsabilità all'uno o all'altro schieramento, a questo o a quel politico. Lo scopo del post è quello di segnalare un piccolo caso che testimonia bene la divisione della società italiana prodotta da un'incomunicabilità che dal sistema politico si è trasferito alla società civile.

Come detto, quello che qui si racconta è un piccolo caso, non paragonabile all'intervento del capogruppo del Pdl alla Camera o di un editoriale di Marco Travaglio

Qui si parla di un consigliere comunale di Roma, Patrizio Bianconi che aveva già dimostrato di interpretare nel migliore dei modi l'essere esponente di un partito: rappresentare gli interessi di una parte (partito appunto) giudicandoli prioritari rispetto a quelli di altre fazioni e addirittura superiori per importanza nei confronti di quelli dell'intera collettività.

Già il settembre scorso aveva risposto alla mail di un cittadino che chiedeva quale fosse il modo per ottenere lo spostamento di alcuni cassonetti (si badi bene, non chiedeva un intervento arbitrario per spostarli, cioè una raccomandazione). La risposta era stata secca: "Lei non mi ha votato. Perchè ora si rivolge a me?"

La lettera che il consigliere Bianconi sta inviando in questi giorni agli indirizzi presenti nella sua agenda parla chiaro. "Io mi faccio il mazzo per comunicare le nostre iniziative, ma non lo faccio per puro impegno civile. Lo faccio perchè voi mi votiate e se non avete intenzione di farlo ditemelo così risparmio tempo, fatica e denaro e non vi invio più queste comunicazioni".

E' giusto non fare troppo i disfattisti e magari il consigliere Bianconi lo fa per spirito ambientalista e giustamente vuole risparmiare carta. Certo iniziare una campagna elettorale ben tre anni prima delle votazioni chissà quanta ne farà sprecare, di carta.

Intanto facciamo gli auguri a Bianconi per la corsa al Comune di Roma nel 2013!

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venerdì 11 dicembre 2009

Quando l'ha detto?

Oggi si rigioca. Dopo il "Chi l'ha detto?", è l'ora del "Quando l'ha detto?".

L'autore lo dico io. E' Gianfranco Fini, attuale presidente della Camera, co-fondatore del Pdl, ex leader di Alleanza Nazionale e prima ancora segretario del Movimento Sociale Italiano.

Sono molti mesi che Fini è entrato in contrapposizione con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonchè l'altro fondatore del Pdl.

Riassumere le varie diatribe che si sono susseguite tra i due è impresa ardua. I temi di scontro sono le politiche sull'immigrazione, sulla bioetica, il ruolo del Parlamento e delle istituzioni in genere. Una diversa interpretazione della politica insomma. Fini si è dimostrato il nemico più acceso della politica del governo, più di qualsiasi altra opposizione. Tanto che un ministro, Claudio Scajola, ha definito la sua linea "esterna al Pdl". I detrattori di Fini gli danno del traditore. Anche i suoi compagni di partito non seguono più il "capo". E già anni fa una costola di An non lo seguì nel Pdl perchè convinti che l'operazione tradiva i valori tradizionali della destra.

Allora giochiamo? Quando l'ha detto?

"È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato".

"La destra politica non è figlia del fascismo. I valori della destra preesistono al fascismo, lo hanno attraversato e ad esso sono sopravvissuti".


Un mese fa? Un anno fa?
La risposta datela voi. La soluzione ve la do nel prossimo post.


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giovedì 21 maggio 2009

Abbiamo un problema!

Il PD ha un problema.
E non è una notizia. Anche gli osservatori più distratti sanno che il partito democratico non è in un momento propozio: crisi di consensi, di rappresentatività (ha da poco bruciato il leader che tutti credevano fosse il migliore rappresentante del nuovo partito, anzi partito nuovo) e sopratutto è in crisi di idee. La notizia sarebbe se il PD avesse un problema solo.
Con il mio attacco volevo però riferirmi a "un" problema specifico del PD.
Filippo Penati, candidato alla Provincia di Milano, sta riempiendo il capoluogo lombardo di manifesti per promuovere la sua candidatura. E nemmeno questa è una notizia. La novità sta nel fatto che il candidato cerca di nascondere il più possibile il simbolo del partito con il quale si candida. Il PD appunto.
La personalizzazione della politica è un fenomeno in atto da tempo. Soprattutto nelle elezioni amministrative, i candidati formano liste civiche per staccarsi dai partiti tradizionali, nonostante poi ci si alleino.
Gli slogan sui manifesti di Penati recitano: "Non siamo un partito, ma un progetto" e "Vota la persona".
E' chiaro che Penati non si fidi del suo partito (conoscendo la crisi che di consensi che attraversa, soprattutto al Nord) e se ne allontani il più possibile per cercare di battere i rivali. Una strategia non nuova nella politica italiana.
Ma mi sorge un dubbio: chi si fiderà nelle urne di una persona che non si fida del proprio partito con il quale è tuttavia alleato?
Agli elettori l'ardua sentenza.

lunedì 6 aprile 2009

19 marzo al congresso del Pdl



Ecco il video di 19marzo a passeggio tra i delegati e gli invitato al congresso del Pdl. Al di qua della staccionata gialla e anche oltre.

Un ringraziamento per il montaggio a Francesco Paris e Davide Caporaletti, convinto che se il loro aiuto non fosse stato solo nella prima parte del montaggio, il lavoro sarebbe stato sicuramente maggiore.