Su 19 marzo trovi

Pensieri e idee. Articoli di giornale e commenti. Vignette e foto dal mondo. Giornalismo e storie da raccontare. Prodotti trovati su internet e quelli fatti da me all'interno della scuola per la formazione al giornalismo.
Libri letti e da leggere.
Buoni propositi e cattive azioni.
Visualizzazione post con etichetta 19 marzo09. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 19 marzo09. Mostra tutti i post

venerdì 11 dicembre 2009

Quando l'ha detto?

Oggi si rigioca. Dopo il "Chi l'ha detto?", è l'ora del "Quando l'ha detto?".

L'autore lo dico io. E' Gianfranco Fini, attuale presidente della Camera, co-fondatore del Pdl, ex leader di Alleanza Nazionale e prima ancora segretario del Movimento Sociale Italiano.

Sono molti mesi che Fini è entrato in contrapposizione con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonchè l'altro fondatore del Pdl.

Riassumere le varie diatribe che si sono susseguite tra i due è impresa ardua. I temi di scontro sono le politiche sull'immigrazione, sulla bioetica, il ruolo del Parlamento e delle istituzioni in genere. Una diversa interpretazione della politica insomma. Fini si è dimostrato il nemico più acceso della politica del governo, più di qualsiasi altra opposizione. Tanto che un ministro, Claudio Scajola, ha definito la sua linea "esterna al Pdl". I detrattori di Fini gli danno del traditore. Anche i suoi compagni di partito non seguono più il "capo". E già anni fa una costola di An non lo seguì nel Pdl perchè convinti che l'operazione tradiva i valori tradizionali della destra.

Allora giochiamo? Quando l'ha detto?

"È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato".

"La destra politica non è figlia del fascismo. I valori della destra preesistono al fascismo, lo hanno attraversato e ad esso sono sopravvissuti".


Un mese fa? Un anno fa?
La risposta datela voi. La soluzione ve la do nel prossimo post.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 18 settembre 2009

Ho incontrato la Sinistra

Avevi i capelli bianchi. Ma non era vecchia. Era un ultimo vezzo all'anticonformismo. Quei capelli sale e pepe erano un atto di ribellione nei confronti di tutte le altre capigliature tirate a lucido, tinte per non accettare il segno del tempo che passa, trascurati contro il narcisismo imperante.

Seduti a tavola ha cominciato a parlare di se stessa. E siamo andati avanti così per un pò. Quando i primi segnali di noia cominciavano ad affiorare, ecco che qualche giustificazione di tutto quell'esser concentrata su se stessa usciva fuori. Ne ha passate tante nella sua vita. Sventure, sfortune, episodi tristi, a volte figli di quella sregolatezza che è sempre stata sua compagna di viaggio.

Eppoi in tutto quel parlare, con lei sempre protagonista, è sembrato di riaprire un vocabolario impolverato. Gli amici sono compagni, ogni iniziativa è un atto di lotta, l'esser in disaccordo diventa un atto di resistenza.

Eppoi Cuba. Si, si, Sinistra ne parla sempre. E' stata, e forse è ancora, la sua bandiera. Una bandierina puntata su un'enorme mappa, in angolo remoto, a indicare una presenza. Per molti una meta, un sogno. Ma Sinistra lo sa. E oggi ammette gli errori commessi in quella terra lontana. Ma Cuba è sempre lì, nei suoi discorsi.

Eppoi gli anni d'oro, i tempi di quando erano in tanti dietro la sua bandiera. E nel discorso, ancora su di lei, pare desiderare tornare indietro a quegli anni oppure trasformare questi, di anni, come quelli lì, lontani.

Poi mi sono alzato dal tavolo. C'era un gatto che giocava con una busta ed era divertentissimo allontargiela e vedere igesti fulminei della zampetta per provar a riacciuffarla. Ma Sinistra non è rimasta sola. C'erano altri commensali seduti attorno a Lei. Pochi, ma attenti ai suoi discorsi, ai suoi ragionamenti. Appassionati nel far da spettatori ai suoi salti, uno indietro, uno avanti.

Poi sono andato via. Il pranzo era finito da un pezzo ma la noia domenicale aveva allungato il convivio a dismisura. Sinistra era ancora lì. Con i suoi pochi uditori. A parlare di se stessa.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 25 giugno 2009

Doppia morale (su B.)


Oggi "Il Giornale" pubblica una vecchia intervista del direttore di "La Repubblica", Ezio Mauro, all'Avv. Agnelli ai tempi del Sexgate Clinton-Lewisky. L'ho trovata on line e la linko.

http://www.repubblica.it/online/fatti/clintrapp/agnelli/agnelli.html?ref=search

Come è consuetudine di questo blog, non si vuole convincere nessuno, al contrario magari iniziare un dibattito tra idee contrapposte.

La situazione di Clinton e della Lewinsky è molto diversa dal sexygate nostrano di questi giorni (da noi si indaga per presunti reati penali, lì mi sembra di no), così come non sono uguali il contesto socio-culturale e politico statunitense e italiano. Le parole che sta per scrivere 19marzo09 partono da questa situazione, ma possono essere allargate a tante altre.

"Non le sembra assurdo che l'America distrugga la sua leadership per uno scandalo sessuale, in un momento di forte consenso per il Presidente, con l'economia che va bene?", chiedeva in tono retorico Ezio Mauro al l'Avvocato. "Il Giornale", avversario editoriale di "Repubblica" (e anche, e forse soprattutto "politico") sottolinea la "doppia morale" del giornale del Gruppo Espresso, oggi protagonista della campagna contro il premier.

Ripeto le situazioni sono diverse, ma una "doppia morale" anche 19marzo09 la nota. "Repubblica" era libertina e si scopre bacchettona, era assulotoria mentre oggi è inquisitoria, chiedeva agli intervistati "E' qualcosa che serve ad emozionare la gente più che a informare i cittadini?" ora si scandalizza dei silenzi del Tg1.

Quello della "doppia morale" è un costume caratteristico dell'Italia, dei due schieramenti politici, della società e anche dei mezzi di informazione. Garantisti se si è indagati, giustizialisti se sul banco degli imputati ci sono gli avversari; libertini se si è baccati con le braghe calate, bigotti se è l'altro ad essere beccato con le mani in pasta; proporzionalisti o maggioritari a seconda delle convenienze. Si può dire che 19marzo09 è giovane e idealista, ancora non sa che la vita può mettere di fronte a situazioni in cui si deve essere scaltri, opportunisti, calcolatori. 19marzo09 risponde che è il contrario. E' disilluso e molto pragmatico. Avere una posizione chiara e possibilmente coerente nel tempo aiuta a non prestare il fianco agli avversari.

PS: La morale è semplicemente l'atteggiamento che assumiamo con le persone che non ci piacciono", O. Wilde.




Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 29 aprile 2009

Parliamo di Bande Nere


Paolo Berizzi, autore del libro "Bande nere" risponde alle domande di 19marzo09. A cominciare dal perchè in questi anni si scrive tanto di destra radicale.


"Io credo che essendo l'estremismo nero, soprattutto giovanile, un fenomeno in crescita - il termine giusto, forse, è recrudescenza -, la sensibilità giornalistica e letteraria rispetto a questi temi è cresciuta. La pubblicazione di libri e inchieste, di solito, è direttamente proporzionale alle (nuove) dimensioni di una tendenza, che sia sociale o politica o tutte e due le cose assieme non importa. Ci sono lavori editoriali che hanno puntato e puntano sui "neri" di ieri e altri che scelgono come focus i "neri" di oggi. Sono fotografie diverse di una realtà in continua e rapida
evoluzione".

Quali sono state la maggiori criticità nello scrivere Bande Nere?
"Riuscire a scardinare la tradizionale chiusura a riccio di alcune "bande nere" e, al contrario, fare la tara al neo-aperturismo "comunicativo" - a volte compiaciuto, accompagnato da una punta di narcisismo - di altre. E poi il combinare il materiale derivato dai racconti "in chiaro" dei protagonisti a quello ricavato dall'indagine del cronista che si presenta sotto mentite spoglie nei luoghi di aggregazione dei "fascisti del terzo millennio" ".

Dal suo libro non emergono giudizi "morali". Ora, può dire cosa pensava mentre parlava col naziskin di Merano, Andrea (il ragazzo che apre il libro), i ragazzi di Casapound, del Blocco Studentesco, del Vfs...?
"La scelta di non esprimere giudizi "morali" è la prima regola che mi sono imposto quando ho deciso di scrivere "Bande nere". Il giudizio ho preferito sospenderlo, non mi interessava fare un libro schierato e ho ritenuto che la mia opinione sarebbe stata inutile, deformante e controproducente ai fini dell'obbiettivo che mi sono posto: scattare una fotografia in movimento. Una fotografia non faziosa, in grado di raggiungere un pubblico ampio e di parlare di neofascismo giovanile anche al di fuori di quel perimetro di lettori interessati da sempre al tema. Parlando coi protagonisti del libro ho provato sensazioni diverse, spesso contrastanti: in molti casi ho avuto
conferme che attendevo, in altri sono rimasto sorpreso. Dal vuoto pneumatico - valoriale e culturale - alla violenza poliforme; dall'intraprendenza organizzativa all'abilità comunicativa; dalla
consapevolezza della militanza politica alla cieca adesione a pratiche e modelli improntati all'odio puro. Nelle "bande nere" di oggi c'è un po' di tutto questo, ed è questo mix che colpisce".

Qual'è il motivo principale per cui l'estrema destra gode di questo consenso?Quanto è frutto della crisi della sinistra?
"Il consenso crescente deriva da diversi fattori: il clima di paura e di ostilità che si respira in Italia e ,in generale, in tutta Europa, unito agli effetti derivanti dalla crisi economica forma un terreno di coltura per i nuovi nazifascisti. Il nuovo nemico non è più il comunismo ma
l'immigrato. Prevale lo slogan "salvo me stesso a scapito di chi sta peggio di me". Riaffiorano con forza spinte nazionaliste, protezioniste, xenofobe. C'è, in generale, uno spostamento a destra di tutta la società. La crisi della sinistra è un altro fattore determinante: c'è stata una "resa"
progressiva, negli ultimi anni, della sinistra in tutti i suoi strati: da quella riformista a quella movimentista dei centri sociali. Molti spazi sono stati lasciati vuoti, altri temi abbandonati: e l'estrema destra li ha cavalcati".

Dopo ogni azione violenta o quando si organizzano convegni che hanno per protagonisti associazioni di destra (penso agli incidenti scoppiati alla Sapienza o al meeting organizzato di recente a Milano) si riapre il dibattito sulla costituzionalità di certe organizzazioni. Personalmente
credo che sia tardi per far rispettare l'articolo 139 della Costituzione. Le chiedo, da un punto di vista giuridico, che fare?
"Il punto è proprio questo: io credo che non sia mai troppo tardi per far rispettare i principi della Costituzione e cioè il fondamento della nostra democrazia. Ci sono poi altre leggi, nel nostro ordinamento, che impediscono manifestazioni e simboli che si richiamano al ventennio nazifascista. Basterebbe, semplicemente, banalmente, vietarle. Ma per prevenirle occorre
studiare da vicino i movimenti e le formazioni politiche che le organizzano".

Forza Nuova, Casa Pound e Blocco Studentesco (solo per citare degli esempi) stanno costruendo una base di consenso duratura o tutto svanirà velocemente? In sostanza, quanto durerà questo fenomeno?
"Alcune realtà, quelle capaci di costruire un progetto largamente condiviso e improntato su temi sociali "seri" - temi sui quali i cittadini chiedono delle risposte - dureranno. Altri si sgonfieranno e, temo, lasceranno spazio al libero diffondersi di quegli istinti violenti che già oggi, in parte,
fanno loro da contorno".

Molti degli aderenti a queste formazioni sono giovani. Chi sono i loro "miti"?
"C'è molta confusione. I padri culturali del passato, da Evola a Pound per citare gli esempi più banali, resistono ma mischiati a nuovi punti di riferimento. La galassia nera è estremamente composita e eterogenea. Ci sono fascisti del terzo millennio che sparigliano volentieri: studiano Che Guevara e seguono Saviano. Altri che continuano a inzuppare i loro ideali nei miti tradizionali: Mussolini, Hitler e tutti i dittatori del secolo scorso. Ci sono forme fossilizzate che convivono con forme nuove, a volte persino prese in prestito dalla sinistra".

Lei descrive come in alcune zone d'Italia sia il nazismo ad attirare più ancora del fascismo. E' questa una tendenza che rimarrà marginale all'interno del radicalismo di destra o si allargherà?
"Osservando quello che sta accadendo in Europa e, per esempio, anche nell'ex Unione sovietica, temo sia un processo inquietante che si sta allargando facendo nuovi proseliti".

Il successo delle organizzazioni di destra alle elezioni studentesche è stato sorprendente. I licei, e non meno le Università, sono sempre stati un baluardo della sinistra: cosa è accaduto?
"I collettivi di sinistra, il movimentismo "rosso" ha il fiato corto da qualche anno. Le sigle di destra ne hanno approfittato. C'è stata e c'è una rincorsa ad occupare spazi lasciati liberi. Viene da chiedersi perchè alcuni modelli "di sinistra" copiati dalle organizzazioni studentesche di destra
abbiano preso a funzionare a pieni giri una volta rielaborati da chi, di fatto, fino a ieri non li condivideva o addirittura li contrastava".

Infine, la nascita del Pdl libera degli spazi politici alle organizzazioni alla destra del nuovo partito?
"Sicuramente. Fini ha detto: il Pdl non sarà un partito di destra. Mi chiedo: sotto quale tetto andranno i 150 mila giovani italiani sotto i 30 anni che vivono nel culto del fascismo o del neofascismo? Ci sono cinque partiti ufficiali che oggi li rappresentano. Credo che il peso specifico di alcuni di questi movimenti crescerà. E le "bande nere" si allargheranno"

giovedì 19 marzo 2009

Buonasera mondo


Novantatre anni fa gli Stati Uniti compivano il loro primo combattimento aereo attaccando le truppe del rivoluzionario Pancho Villa. Cinquantotto anni fa veniva istituito il Parlamento Europeo. Diciotto anni fa un Papa entrava per la prima volta in un fabbrica. Quindici anni fa a Casal di Principe veniva assassinato un prete, don Giuseppe Diana, per il suo impegno nella lotta alla camorra e un anno dopo Alberto Tomba diventava campione del mondo di sci alpino. Sette anni fa, a Bologna, il giuslavorista Marco Biagi veniva ucciso da un commando delle Brigate Rosse. Sei anni fa gli Stati Uniti invadevano per la seconda volta l'Iraq, per un problema di fusi orari (istituiti esattamente ottantacinque anni prima negli USA) ad alcuni l'invasione risulta essere cominciata alcune ore dopo, quando già i calendari segnavano il giorno seguente.
Novantaquattro anni fa veniva fotografato per la prima volta Plutone,ma non veniva ancora riconosciuto come un nuovo pianeta. Spero che la stessa sorte non spetti a questo blog, che oggi, 19 marzo, festa del papà, viene visualizzato per la prima volta sugli schermi dei pc. Spero che venga subito riconosciuto per quello che è. Un diario, un flusso di coscienza. Quello che tutti i blog sono e vogliono essere. Ma spero sia anche una prova per testare la mia costanza. Eppoi una raccolta di miei lavori e di idee, libere e in libertà. Mie, degli altri, dei giornali, della rete, di libri e scrittori.
Buonasera mondo.