Su 19 marzo trovi

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venerdì 30 ottobre 2009

Gli italiani al volante spiegati ad un alieno

Se oggi un alieno bussasse alla porta di casa mia e mi chiedesse di spiegargli la situazione nel mio Paese non lo annoierei con discorsi su trans, mignotte, politici corrotti, Berlusconi al governo e Bersani all'opposizione.

Prenderei le chiavi della macchina e lo porterei a fare un giro. Gli spiegherei che la spia accesa sul cruscotto non indica una guasto, ma la neccessità di un rifornimento di carburante. Farei vedere al mio ospite la città più bella del mondo, Roma: il Colosseo, Piazza Venezia, i Fori, il Campidoglio. Gli direi che l'Italia è tutta così. Magari Roma ha una concentrazione più alta di attrazioni artistiche, ma in ogni città troverà un motivo valido per affrontare il viaggio.

Dopo avergli detto questo dell'Italia, gli parlerei degli italiani.
"Vedi come guidiamo? Ecco, noi siamo così". Gli direi che l'intoppo in cui siamo fermi è dovuto alle auto ferme in doppia fila. Alcuni stanno pochi istanti, altri intere ore. Fanno colazione, si fermano a comprare le sigarette, fanno un salto in farmacia. Gli spiegherei certo che trovare un parcheggio in una grande città è complicato, ma il tempo che si perde in intoppi causati dalla sosta in doppia fila è incalcolabile. Gli direi che la macchina che ci precedeva e che ha appena svoltato non sarà l'unica che vedrà girare senza freccia. Gli direi che ora siamo fermi perchè l'incrocio è bloccato. Noi avremmo la strada libera davanti, ma le macchine che provengono dalla strada che incrociamo hanno occupato l'incrocio anche se hanno la via bloccata. Gli direi che i pali verticali che spesso incrociamo sono dei segnali che indicano il dover dare la precedenza, lo stop, il divieto di sorpasso, il limite di velocità. "Vedi quell'uomo? Inveisce contro quell'altro perchè non gli è stata datala precedenza. Ma attento. Appena ha smesso di inveire ha passato il semaforo anche se era rosso, cioè indicava il dover aspettare". Poi lo porterei sul Raccordo, una strada a scorrimento veloce. In teoria. Gli farei vedere che la terza corsia a destra, che è destinata ai mezzi più lenti, è vuota e risulta più scorrevole della terza di sinistra, che invece dovrebbe essere usata per i sorpassi. E questo è uno dei principali motivi di formazione del traffico.

"Perchè ti ho fatto fare qesto giro? Perchè la strada è uno dei migliori specchi della società. Perchè è una micro-società. Ci sono delle regole, dei controllori che vigilano sul loro rispetto, eppoi ci siamo noi, i cittadini-autisti. Noi italiani ci comportiamo nella vita come al volante. Crediamo che un minuto della nostra giornata valga infinitamente di più dello stesso minuto della giornata di un'altra persona; esigiamo il rispetto delle regole dagli altri e siamo i primi a trasgredirle; crediamo che sulla strada, come nella vita, siamo soli e possiamo occupare gli spazi he riteniamo opportuno occupare senza pensare di poter far danno a qualcun altro; pensiamo di essere più furbi di qualsiasi altra persona".

"Questo già lo sapevo" - mi ha risposto quando gli ho detto le ultime parole - "Era arrivata notizia pure da noi".
"Ah davvero, e di Marrazzo che dite?"


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lunedì 26 ottobre 2009

Due capitoli: la notizia brutta, poi quella bella

La "Sfiga è di sinistra" aveva scritto 19marzo09 pochi giorni fa. Alla luce degli ultimi scandali, confermo. Ma aggiungo: la sinistra, e soprattutto il suo popolo, sono duri a morire.

Confermo che la sfiga è di sinistra alla luce dello scandalo sessuale che ha interessato un leader, seppur regionale , del Pd. Lo dico per vari motivi. Il primo è la tempistica: pochi giorni prima delle primarie che hanno interessato il Partio Democratico e pochi mesi prima delle elezioni che avrebbero interessato proprio Piero Marazzo.
Il secondo sono le modalità. E' triste dirlo, ma agli scandali sessuali che riguardano politici gli italiani si stanno, purtoppo, abituando. Ma quello che ha colpito Marrazzo è più sfigato degli altri. Non solo per il goffo tentativo di difesa quando già davanti al magistrato il presidente della Regione del Lazio aveva ammesso il tentativo di estorsione e di conseguenza anche la frequentazioni di trans, ma per un motivo ulteriore. Mentre la figura di Berlusconi circondato da avvenenti escort rafforza la sua immagine di uomo forte, virile, sessualmente attivo nonostante l'età, i commenti che si ascoltano dall'uomo della strada su Marrazzo e le sue "amiche" brasiliane, metà uomini e metà donne, sono pieni di sorrisini, quando non di veri e propri ghigni. Immaginate poi con quel cognome (anche questo, che sfiga!) la rima viene troppo facile.

Il secondo capitolo di questo post è invece la buona notizia, quella che di solito si contrappone a quella brutta (per la quale vedere sopra). Tre milioni di elettori del Pd ieri sono andati ai gazebi per scegliere il prossimo segretario del partito (siamo già al terzo...). 3.000.000. Una cifra che nessuno si aspettava. Perchè tutte le ultime volte che gi italiani sono stati chiamati alle urne hanno sempre scelto Berlusconi, perchè l'immagine che spesso l'opposizione ha offerto di sè nel corso degli ultimi mesi non si può certo definire credibile (guarda lo sventolio di calzini turchesi in difesa del giudice Mesiano), perchè il dibattito tra i tre candidati alla segreteria non è stato esaltante. Eppure molti cittadini hanno scelto di dire la loro, partecipare a un tipo di votazione a cui siamo ancora fortemente disuabituati e hanno scelto il candidato che ritengono più adatto (non oso dire il "migliore").
Ora starà a Bersani non offrire l'ennesima dimostrazione che il popolo del centro-sinistra (a proposito, ora il trattino ce lo rimettiamo?) è migliore dei leaders che lo rappresentano.


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lunedì 5 ottobre 2009

Vorrei sapere perchè...

Vorrei sapere quanti di quelli che oggi piangono davanti alle telecamere dei tg perchè hanno perso la casa, sono andati in comune a sollecitare una concessione edilizia per costruire una casa dove non si poteva.

Vorrei sapere quanti di quelli oggi urlano "sono stato lasciato solo!", si sono vantati si essere cugini degli amici dello zio del nonno del figlio dell'assessore e di aver ricevuto così una concessione a costruire dove non si poteva.

Vorrei sapere quanti di quelli oggi reclamano una sistemazione abitativa alternativa subito, hanno costruito la propria casa dove il semplice buonsenso lo vietava pensando "tanto no succederà mai!".

Vorrei sapere perchè Qualcuno aveva previsto la disgrazia e ha lasciato che tutto questo accadesse.

Vorrei sapere perchè il capo della Protezione Civile è bravissimo a gestire le emergenze, ma non è capace a prevenirle.


Vorrei sapere perchè sempre il signor Qualcuno non la smette di parlare di modello L'Aquila per cominciare a parlare di modello Giappone.




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venerdì 2 ottobre 2009

Libertà di (conferenza) stampa

Domani si svolgerà a Roma una manifestazione per la libertà di stampa. Le posizioni in campo sono chiare: il Gruppo editoriale Espresso, supportato da "L'Unità", da una parte, il Governo (banalizzando), dall'altra. Per semplificare, si rinnova lo schema che l'Italia si ritrova davanti da circa vent'anni a questa parte: con Berlusconi o contro Berlusconi. Sullo sfondo stavolta non i guai giudiziari del premier, ma la sua vita privata fatta di festini, più che di feste.

Come sempre, la "linea editoriale" di questo blog non è quella di fornire verità, ma alimentare dubbi.

Sulla libertà di stampa si possono spendere parole bellissime. Tutte vere. Tutte sacrosante. Ma vorrei un attimo girare la medaglia. E dietro questa medaglia personalmente ci vedo servilismo.
Quel servilismo che ci impone una censura personale ancor prima di una censura esterna. Quel servilismo diventato ormai abitudinario nei comportamenti di molti giornalisti. Ma non solo.

Oggi ero alla conferenza stampa del ministro Frattini a conclusione della riunione del Consiglio dei Ministri. Fuori un senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, che protestava a favore dello scioglimento del comune di Fondi. Il senatore già altre volte aveva occupato simbolicamente la sala stampa. Stavolta no. Divieto assoluto.

Il senatore ha provato entrare e ci sono stati momenti di tensione con la polizia che impediva il passaggio.

Dentro la sala stampa c'era un uomo (forse il responsabile della sala o della sicurezza, non so bene) che sotto i suoi capelli perfettamente pettinati all'indietro, immobili nel loro ordine, si preoccupava che dentro non arrivasse la voce della protesta e dei disordini. Invitava con toni poco garbati a rivolgere lo sguardo verso il banchetto della conferenza, intimava verso gli obbiettivi degli operatori di cambiare bersaglio, bloccava fisicamente i giornalisti che volevano avvicinarsi alla scena, ordinava ai commessi si alzare l'audio della filodiffusione per coprire la voce del senatore, comandava di chiudere le finestre quando un gruppetto, sempre dell'Italia dei Valori, ha cominciato a urlare "verità, verità".

Intendiamoci, probabilmente quell'uomo stava solo facendo il suo lavoro. Ma è altrettanto chiaro che con tutto il suo zelo volesse fare anche un favore a qualcuno.

Ecco, io dietro la medaglia della libertà di stampa ci vedo quest'uomo. Intento a far si che lo spettacolino vada avanti senza interruzioni, senza disturbi. Impegnato perchè il potere si accorga di lui e magari lo premi. Un uomo che crede stare dalla parte del più forte convenga di più che stare dalla parte del più debole.
E quel uomo è in ognuno di noi.


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mercoledì 9 settembre 2009

...e l'uomo della scorta portò dentro il carrozzino

"Scusate ma ora devo andare". Quando la signora ha pronunciato queste parole, l'uomo della scorta era già sparito con il carrozzino oltre il cancello. E lei, con gli occhi gonfi di lacrime e il proprio bimbo stretto al petto, non sapeva se crederci o no. Ci aveva già provato stamattina, ma era andata male. Stasera si è ripresentata sotto palazzo Grazioli e ha aspettato. Il presidente del Consiglio era dentro per decidere sulle candidature per le prossime elezioni regionali insieme ai coordinatori del partito. Lei fuori con il suo carico di problemi che non ha voluto raccontare a nessuno. Ha avuto la pazienza di aspettare. Un'ora. Un'ora e mezza. Poi la scorta ha bloccato la strada e si è schierata. Era il segnala della partenza del Presidente. Lui era nella seconda macchina. Il corteo era formato e si è avviato. Poi lo stop. Quattro, cinque macchine tutte di color scuro e coi vetri impenetrabili ferme. Lei immobile. Forse convinta dalle parole di un uomo della scorta che poco prima che il Presidente uscisse, si era avvicinato al suo orecchio a dirle "Non provare a rifare quello di stamattina. Hai pure tuo figlio in braccio. Stai attenta. Non lo fare perchè tanto io ti blocco". Lei aveva avuto il coraggio di sussurrare solo poche parole "Ma io ho dei problemi". Poi l'uomo della scorta si era fatto meno duro, ma cinico: "Signora, in Italia siamo 60 milioni. Se tutti quelli che hanno un problema cercassero di buttarsi sotto la macchina del Presidente...Non si può fare".
Quando dalla seconda macchina ferma è sceso il Presidente, tutte le persone che si erano fermate per vedere il passaggio del corteo avevano uno sguardo a metà tra la curiosità e la sorpresa. Lui l'ha cercata con lo sguardo. Le ha fatto segno di avvicinarsi. La scorta che in pochi secondi si era stretta intorno al Presidente l'ha fatta passare. Poche parole. Un bacio sulla fronte del pupo. Poi le lacrime che scendono sul viso mentre il corteo riprende il via.
"Signora, cosa le ha detto?". "Che mi aiuta. Mi ha detto di salire e mi ascolterà. Ora scusate ma devo andare".


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giovedì 25 giugno 2009

Doppia morale (su B.)


Oggi "Il Giornale" pubblica una vecchia intervista del direttore di "La Repubblica", Ezio Mauro, all'Avv. Agnelli ai tempi del Sexgate Clinton-Lewisky. L'ho trovata on line e la linko.

http://www.repubblica.it/online/fatti/clintrapp/agnelli/agnelli.html?ref=search

Come è consuetudine di questo blog, non si vuole convincere nessuno, al contrario magari iniziare un dibattito tra idee contrapposte.

La situazione di Clinton e della Lewinsky è molto diversa dal sexygate nostrano di questi giorni (da noi si indaga per presunti reati penali, lì mi sembra di no), così come non sono uguali il contesto socio-culturale e politico statunitense e italiano. Le parole che sta per scrivere 19marzo09 partono da questa situazione, ma possono essere allargate a tante altre.

"Non le sembra assurdo che l'America distrugga la sua leadership per uno scandalo sessuale, in un momento di forte consenso per il Presidente, con l'economia che va bene?", chiedeva in tono retorico Ezio Mauro al l'Avvocato. "Il Giornale", avversario editoriale di "Repubblica" (e anche, e forse soprattutto "politico") sottolinea la "doppia morale" del giornale del Gruppo Espresso, oggi protagonista della campagna contro il premier.

Ripeto le situazioni sono diverse, ma una "doppia morale" anche 19marzo09 la nota. "Repubblica" era libertina e si scopre bacchettona, era assulotoria mentre oggi è inquisitoria, chiedeva agli intervistati "E' qualcosa che serve ad emozionare la gente più che a informare i cittadini?" ora si scandalizza dei silenzi del Tg1.

Quello della "doppia morale" è un costume caratteristico dell'Italia, dei due schieramenti politici, della società e anche dei mezzi di informazione. Garantisti se si è indagati, giustizialisti se sul banco degli imputati ci sono gli avversari; libertini se si è baccati con le braghe calate, bigotti se è l'altro ad essere beccato con le mani in pasta; proporzionalisti o maggioritari a seconda delle convenienze. Si può dire che 19marzo09 è giovane e idealista, ancora non sa che la vita può mettere di fronte a situazioni in cui si deve essere scaltri, opportunisti, calcolatori. 19marzo09 risponde che è il contrario. E' disilluso e molto pragmatico. Avere una posizione chiara e possibilmente coerente nel tempo aiuta a non prestare il fianco agli avversari.

PS: La morale è semplicemente l'atteggiamento che assumiamo con le persone che non ci piacciono", O. Wilde.




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mercoledì 24 giugno 2009

Immaginiamo...


Non credo che l'onda che sta investendo il Cav. lo spazzi via dalla scena pubblica nè tantomeno quella politica. Ma fantasticare è ancora gratis. Approfittiamone e immaginiamo per un attimo una fine nefasta di B.


Credo che una volta sparito B, siano destinati all'oblio molti protagosti dell'attuale scena pubblica. E non mi riferisco ai suoi portaborse, portavoce, portabandiera, ma ai suoi principali oppositori.
Le considerazione di 19marzo09 partono da un articolo di Silvia Ballestra su L'Unità di lunedì, ripreso poi da Stefano di Michele de Il Foglio. Scrive la Balestra: "Non sono sicura di volere vedere deragliare il trenino di Silvio fatto di trombette e botti e cotillons. Non adesso, almeno, non ancora. Ci ho preso gusto e non credo di essere pronta a rinunciare al miscuglio di sentimenti che provo…”. Sarcasmo, certo, ma non solo: "Lo diremo per scherzo, ma lo diremo presto".

B. è stato il principale protagonista del teatrino della politica italiana negli ultimi 15 anni. Con lui se ne andrebbero uno stuolo di comparse, truccatori, manovali e tutto il vasto esercito delle maestranze. Ma segnerebbe la fine del motivo di esistenza politica anche per molti altri.

A che serve una vedetta lungo il confine di un Paese neutrale in tempo di pace?







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sabato 13 giugno 2009

"Spiegherò esattamente com'è la situazione..."

Stiamo ancora aspettando.

lunedì 6 aprile 2009

19 marzo al congresso del Pdl



Ecco il video di 19marzo a passeggio tra i delegati e gli invitato al congresso del Pdl. Al di qua della staccionata gialla e anche oltre.

Un ringraziamento per il montaggio a Francesco Paris e Davide Caporaletti, convinto che se il loro aiuto non fosse stato solo nella prima parte del montaggio, il lavoro sarebbe stato sicuramente maggiore.