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lunedì 26 ottobre 2009

Due capitoli: la notizia brutta, poi quella bella

La "Sfiga è di sinistra" aveva scritto 19marzo09 pochi giorni fa. Alla luce degli ultimi scandali, confermo. Ma aggiungo: la sinistra, e soprattutto il suo popolo, sono duri a morire.

Confermo che la sfiga è di sinistra alla luce dello scandalo sessuale che ha interessato un leader, seppur regionale , del Pd. Lo dico per vari motivi. Il primo è la tempistica: pochi giorni prima delle primarie che hanno interessato il Partio Democratico e pochi mesi prima delle elezioni che avrebbero interessato proprio Piero Marazzo.
Il secondo sono le modalità. E' triste dirlo, ma agli scandali sessuali che riguardano politici gli italiani si stanno, purtoppo, abituando. Ma quello che ha colpito Marrazzo è più sfigato degli altri. Non solo per il goffo tentativo di difesa quando già davanti al magistrato il presidente della Regione del Lazio aveva ammesso il tentativo di estorsione e di conseguenza anche la frequentazioni di trans, ma per un motivo ulteriore. Mentre la figura di Berlusconi circondato da avvenenti escort rafforza la sua immagine di uomo forte, virile, sessualmente attivo nonostante l'età, i commenti che si ascoltano dall'uomo della strada su Marrazzo e le sue "amiche" brasiliane, metà uomini e metà donne, sono pieni di sorrisini, quando non di veri e propri ghigni. Immaginate poi con quel cognome (anche questo, che sfiga!) la rima viene troppo facile.

Il secondo capitolo di questo post è invece la buona notizia, quella che di solito si contrappone a quella brutta (per la quale vedere sopra). Tre milioni di elettori del Pd ieri sono andati ai gazebi per scegliere il prossimo segretario del partito (siamo già al terzo...). 3.000.000. Una cifra che nessuno si aspettava. Perchè tutte le ultime volte che gi italiani sono stati chiamati alle urne hanno sempre scelto Berlusconi, perchè l'immagine che spesso l'opposizione ha offerto di sè nel corso degli ultimi mesi non si può certo definire credibile (guarda lo sventolio di calzini turchesi in difesa del giudice Mesiano), perchè il dibattito tra i tre candidati alla segreteria non è stato esaltante. Eppure molti cittadini hanno scelto di dire la loro, partecipare a un tipo di votazione a cui siamo ancora fortemente disuabituati e hanno scelto il candidato che ritengono più adatto (non oso dire il "migliore").
Ora starà a Bersani non offrire l'ennesima dimostrazione che il popolo del centro-sinistra (a proposito, ora il trattino ce lo rimettiamo?) è migliore dei leaders che lo rappresentano.


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martedì 29 settembre 2009

Sguardo fisso (e le regole per il confronto tv tra i candidati segretario del Pd)

Leggo su "La Stampa" di oggi che i candidati alla segreteria del Pd stanno fissando le regole per il confronto tv in vista della sfida elettorale. Lo leggo sicuro di sapere già il contenuto. Chiudo gli occhi e immagino: "Il confronto avverrà in una grande piazza. La partecipazione è aperta a tutti coloro i quali lo vorranno. Il dibattito non avrà limiti temporali se non quello dell'esaurimento delle domande da parte della platea intera. Tutti infatti potranno rivolgere domande ai candidati senza limiti d'argomento. La platea potrà partecipare al dibattito applaudendo, fischiando, interrompendo il candidato e chiedendo ulteriori spiegazioni qualora il candidato fosse elusivo nella sua risposta. Le telecamere gireranno liberamente per la piazza per riprendere i volti dei partecipanti, ascoltare i loro capannelli mentre grandi altoparlanti diffonderanno le voci dei candidati".

Poi ho riaperto gli occhi. Avevo scommesso con me stesso, non quante regole (sicuro di averle indovinate tutte), ma quante parole del giornalista avrei indovinato. Leggo.
"Prima regola: i tre aspiranti leader del Pd non potranno assolutamente guardarsi tra loro. Vietato. Consentito, anzi obbligatorio, lo sguardo fisso: verso la telecamera e verso il pubblico in sala. Seconda regola: i cameraman non potranno prendersi distrazioni, dovranno inquadrare, senza mai abbandonarlo, solo e soltanto il candidato parlante. Terza regola: il giornalista incaricato di moderare il confronto non potrà replicare e neppure chiedere un chiarimento ad un candidato evasivo o poco chiaro".

Non credo ai miei occhi. Poi ripenso a quella filastrocca: "..questo non è un partito nuovo, ma un nuovo partito".


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