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mercoledì 23 dicembre 2009

Per la serie abbassiamo i toni...

Brutti stronzi, vogliamo abbassare questi cazzo di toni?

Detto fatto. Ecco a voi una serie di lanci d'agenzia di questi tre giorni di inizio settimana natalizia.

RIFORME:VITALI(PDL),PER FARLE ISOLARE IL TALEBANO DI PIETRO
(ANSA) - ROMA, 21 DIC - "E' proprio vero. Per avviare un percorso di riforme costituzionali e ordinarie, con il maggior consenso possibile, bisogna isolare il talebano Di Pietro''. Lo afferma Luigi Vitali, componente della consulta Giustizia del Pdl. "Del resto,se l'Italia per Di Pietro dovesse funzionare come il suo partito, si farebbe prima a parlare di dittatura invece che di democrazia".

BERLUSCONI: PARDI (IDV), CAMPAGNA ODIO? PREMIER NE E' AUTORE
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Questa storia della campagna di odio e' una ballla insopportabile". Lo ha affermato Francesco Pardi, senatore dell'Italia del Valori questa mattina a ''Omnibus'' su La7. "Tutte le manifestazioni degli ultimi anni - ha proseguito - anche quelle spontanee, sono state sempre pacifiche. La campagna di odio semmai ha un autore fondamentale che è il presidente del Consiglio. Berlusconi infatti si è sempre scatenato con insulti contro gli avversari. A cambiare il clima d'odio ci pensi innanzitutto il premier quando se la prende con il presidente della Repubblica o con la Corte Costituzionale. Non credo poi che ci sia questo estremo bisogno di riforme costituzionali. L'unica legge che andrebbe cambiata - ha proseguito Pardi - e' la legge elettorale. Infatti l'aspirazione del presidente del Consiglio, che era ineleggibile e incompatibile con l'esercizio del potere politico, e' avere un rapporto diretto con il popolo. Ma quando si invoca il consenso popolare si dice una menzogna perchè la nostra non e' una Repubblica presidenziale, anche se siamo stati costretti a votare con una legge elettorale infame che appunto andrebbe cambiata''.

BERLUSCONI: GASPARRI, PARDI E' UN TERRORISTA COME LE BR

(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Levare di torno Berlusconi, questa è la parola d'ordine della violenza della sinistra anche se la dicono durante la pubblicita', come ha fatto Pardi, perche' si vergognano". Lo ha detto Maurizio Gasparri, senatore del Popolo della Liberta', questa mattina a "Omnibus" su La7. Commentando una frase del senatore dell'Italia dei Valori Francesco Pardi, Gasparri ha continuato dicendo che "Pardi è una persona pericolosa per la democrazia, è come le Brigate Rosse, solo Curcio parlava così. La violenza è alimentata anche da chi, come Pardi, usa un linguaggio terroristico che poi pazzi di turno trasformano in oggetti lanciati. Gente come Pardi è incompatibile con la democrazia"

BERLUSCONI: PARDI, GASPARRI? E' UN NEOFITA DELLA DEMOCRAZIA
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Ricordo a Gasparri che dare del terrorista a chi non lo è, è passibile di querela. Non lo faccio perche' significherebbe avere considerazione della sua scarsa intelligenza". Lo ha detto il senatore dell'Italia dei Valori, Francesco Pardi, in riferimento a quanto affermato dal capogruppo del Pdl al Senato stamattina durante la trasmissione Omnibus, su La7. "Sarebbe il caso invece - è la replica di Pardi - che colui che una volta chiamavano 'il carrierino dei piccoli', chieda scusa agli italiani che hanno visto la trasmissione stamattina per le corbellerie che ha sparato e per le solite strumentali polemiche a cui non ci abitueremo mai. Gli avversari politici si battono con la ragione. Gasparri, in mancanza di questa, e' costretto alla falsificazione e agli insulti: comportamenti non sorprendenti in un neofita della democrazia".

FIAT: BARBATO(IDV),PER OGNI LICENZIATO TIRO STATUA A PREMIER
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - "Per ogni operaio della Fiat buttato fuori, la tiro io in faccia la statuetta a Berlusconi". Lo ha detto, prendendo la parola durante il sit-in di protesta degli operai Fiat di fronte a Palazzo Chigi, Francesco Barbato, deputato dell'Italia dei Valori.

FIAT: LABOCCETTA, IDV CACCI BARBATO, E' TARTAGLIA CAMERA
(ANSA) - ROMA, 23 DIC - "Che Franco Barbato, deputato dipietrista, sia un soggetto socialmente pericoloso, sostanzialmente uno squilibrato, che dall'inizio della legislatura cerca in maniera maniacale la rissa in aula esibendosi in continue provocazioni, lanciando sistematiche offese a Silvio Berlusconi, a tutto il Governo, alla maggioranza parlamentare, lo sostengo da sempre. Barbato è il Tartaglia di Montecitorio". Lo ha detto Amedeo Laboccetta, deputato campano del Pdl.



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venerdì 2 ottobre 2009

Libertà di (conferenza) stampa

Domani si svolgerà a Roma una manifestazione per la libertà di stampa. Le posizioni in campo sono chiare: il Gruppo editoriale Espresso, supportato da "L'Unità", da una parte, il Governo (banalizzando), dall'altra. Per semplificare, si rinnova lo schema che l'Italia si ritrova davanti da circa vent'anni a questa parte: con Berlusconi o contro Berlusconi. Sullo sfondo stavolta non i guai giudiziari del premier, ma la sua vita privata fatta di festini, più che di feste.

Come sempre, la "linea editoriale" di questo blog non è quella di fornire verità, ma alimentare dubbi.

Sulla libertà di stampa si possono spendere parole bellissime. Tutte vere. Tutte sacrosante. Ma vorrei un attimo girare la medaglia. E dietro questa medaglia personalmente ci vedo servilismo.
Quel servilismo che ci impone una censura personale ancor prima di una censura esterna. Quel servilismo diventato ormai abitudinario nei comportamenti di molti giornalisti. Ma non solo.

Oggi ero alla conferenza stampa del ministro Frattini a conclusione della riunione del Consiglio dei Ministri. Fuori un senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, che protestava a favore dello scioglimento del comune di Fondi. Il senatore già altre volte aveva occupato simbolicamente la sala stampa. Stavolta no. Divieto assoluto.

Il senatore ha provato entrare e ci sono stati momenti di tensione con la polizia che impediva il passaggio.

Dentro la sala stampa c'era un uomo (forse il responsabile della sala o della sicurezza, non so bene) che sotto i suoi capelli perfettamente pettinati all'indietro, immobili nel loro ordine, si preoccupava che dentro non arrivasse la voce della protesta e dei disordini. Invitava con toni poco garbati a rivolgere lo sguardo verso il banchetto della conferenza, intimava verso gli obbiettivi degli operatori di cambiare bersaglio, bloccava fisicamente i giornalisti che volevano avvicinarsi alla scena, ordinava ai commessi si alzare l'audio della filodiffusione per coprire la voce del senatore, comandava di chiudere le finestre quando un gruppetto, sempre dell'Italia dei Valori, ha cominciato a urlare "verità, verità".

Intendiamoci, probabilmente quell'uomo stava solo facendo il suo lavoro. Ma è altrettanto chiaro che con tutto il suo zelo volesse fare anche un favore a qualcuno.

Ecco, io dietro la medaglia della libertà di stampa ci vedo quest'uomo. Intento a far si che lo spettacolino vada avanti senza interruzioni, senza disturbi. Impegnato perchè il potere si accorga di lui e magari lo premi. Un uomo che crede stare dalla parte del più forte convenga di più che stare dalla parte del più debole.
E quel uomo è in ognuno di noi.


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lunedì 22 giugno 2009

Vantaggi

Il referendum che chiedeva agli italiani di cambiare l'attuale legge elettorale non ha raggiunto il quorum. Il sistema, a meno che il Parlamento decida di intervenire, non cambierà. 19marzo09 era personalmente contro ciò che proponeva il referendum, così come lo erano gli italiani. che non l'hanno dimostrato non andando a votare, ma scegliendo la Lega e l'Italia dei Valori alle amministrative e alle Europee. Storicamente l'Italia non è un Paese bipartitico, ma al massimo bipolare.

19 marzo09 crede, però, che il punto importante sia un altro. Le forze politiche contrarie a un quesito referendario non fanno più la loro campagna elettorale per far si che i propri elettori votino "No", ma puntano all'astensionismo. Così facendo partono con un buon 20% di vantaggio, che sarebbe la percentuale di votanti che abitualmente non si reca alle urne. Troppo facile. Ce lo vedete un centometrista che perde una gara partendo con 20 metri di vantaggio?
Si potrebbe obiettare: se vota solo il 30-40% degli aventi diritto, non si può abrogare una legge.
Rispondo: e perchè premiare la non-partecipazione, rispetto alla partecipazione? E' dal '95 che un referendum che lo richiede non raggiunge il quorum (si trattava di 12 quesiti presentati dai radicali).

19marzo0'9 pensa sia ora di cambiare il meccanismo.

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