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giovedì 14 gennaio 2010

Stranezze quotidiane

Oggi ho trovato un pò di notizie e articoli particolarmente stravaganti. Le segnalo.

Noi che tra le propabili 100.000 vittime del terremoto ci chiediamo se forse (e dico forse) c’è un (e dico un) italiano.

Feltri, direttore de “Il Giornale”, nell’editoriale di oggi rivolge una domanda al premier: “Caro Presidente, che bisogno c’era di parlare di tasse da ridimensionare, ingenerando la sensazione che il taglio fosse dietro l’angolo,e, dopo alcuni giorni, correggere il tiro deludendo le aspettative dei cittadini?” Qualcuno avvisi Feltri che siamo in campagna elettorale.

Carra, cattolico del Pd, lascia il partito per andare con l’Udc di Casini che è in trattativa per creare una coalizione con lo stesso Pd. Io sinceramente non ci sto capendo più un cazzo.



Se Marida Lombardo Pijola scrive su un quotidiano nazionale, anche io ho delle speranze.


“Il Comune di Milano, nella persona del sindaco Letizia Moratti, chiede di costituirsi parte civile nel procedimento a carico di un giovane accusato di aver imbrattato con scritte a vernice spray i pilastri di un edificio in piazza San Babila”. Bene. Quando noi cittadini ci costituiremo parte civile in un processo contro i manifesti elettorali sui muri delle nostre città?

"Non riesco a capire perchè i giovani italiani non abbiano ancora fatto la rivoluzione. No quella finta, posticcia che si inscena stancamente anno dopo anno con le okkupazioni e le parodie sempre più logore di un '68 lontanissimo. No, quella vera: quella contro la fortezza gerontocratica e prepotente che noi ormai anziani abbiamo munito di ponti levatoi per chiudere le porte, impedire l'accesso di forze fresche, monopolizzare tutti i posti a disposizione". Lo scrive Pierluigi Battista su Style di oggi in allegato al "Corriere della Sera". Purtroppo alle sue parole non è seguita una bella lettera di dimissioni. Ma Battista, 56 anni, non ha quello che generalmente si definisce spirito di sopravvivenza? Se i giovani la facessero davvero la rivoluzione, sai dove si ritroverebbe?

Queste sono le mie. Aspetto vostre segnalazioni nello spazio dei commenti.


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lunedì 5 ottobre 2009

Vorrei sapere perchè...

Vorrei sapere quanti di quelli che oggi piangono davanti alle telecamere dei tg perchè hanno perso la casa, sono andati in comune a sollecitare una concessione edilizia per costruire una casa dove non si poteva.

Vorrei sapere quanti di quelli oggi urlano "sono stato lasciato solo!", si sono vantati si essere cugini degli amici dello zio del nonno del figlio dell'assessore e di aver ricevuto così una concessione a costruire dove non si poteva.

Vorrei sapere quanti di quelli oggi reclamano una sistemazione abitativa alternativa subito, hanno costruito la propria casa dove il semplice buonsenso lo vietava pensando "tanto no succederà mai!".

Vorrei sapere perchè Qualcuno aveva previsto la disgrazia e ha lasciato che tutto questo accadesse.

Vorrei sapere perchè il capo della Protezione Civile è bravissimo a gestire le emergenze, ma non è capace a prevenirle.


Vorrei sapere perchè sempre il signor Qualcuno non la smette di parlare di modello L'Aquila per cominciare a parlare di modello Giappone.




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giovedì 9 aprile 2009

Cronache da un terremoto del 6 aprile 2053



6 aprile 2053- La città è distrutta. La polvere che si alza dalle poche strutture ancora in piedi indica l'ultima scossa. Nella notte la terra ha tremato e ha seminato morte e distruzione. Fare una conta delle vittime al momento è impossibile. Cento, due cento, tre cento. I primi soccorritori arrivati già nella notte dicono che non ricordano di aver mai trovato una situazione del genere. Qui, è più facile contare le case rimaste su di quelle crollate.

7 aprile 2053- Le vittime sono 150. Per il momento. Sicuramente il numero è destinato a salire. I vigili del fuoco e i volontari della protezione civile scavano senza sosta nella speranza di trovare qualcuno ancora in vita. Ieri una donna è stata estratta viva dalle macerie. Gli applausi sono scoppiati liberatori quando la donna è riuscita ad alzare un braccio per rassicurare i presenti. Intanto le vittime sono salite a 189. Un intero nucleo familiare è stato ritrovato tra quel che rimane della loro villetta. Oggi arriverà in città il Capo.

8 aprile 2053- La gara di solidarietà è partita e attraversa tutta l'Italia. Raccolte di beni di prima necessità e di denaro, offerte di posti letto nelle proprie case. Dal Veneto un gruppo di falegnami in pensione sta partendo portando nei luoghi del sisastro il materiale per costruire una chiesetta. Intanto la conta delle vittime aumenta. Ieri è stato trovato un ragazzo. La mamma in lacrime racconta la sua storia: "Era appena tornato dall'Africa, faceva il volontario in Zimbabwe". Il Capo ha prolungato la sua visita nei luoghi del disastra: "Nessuo sarà lasciato solo", ha detto.

9 aprile 2053- La terra continua a tremare. Ieri una scossa del 5 grado della scala Richter ha fatto crollare quel che rimaneva della cupola del Duomo. Le macerie continuano a restituire i corpi degli abitanti della città ormai distrutta. Siamo a 256.
Ringraziamo i nostri lettori che in questi giorni ci stanno seguendo numerosissimi. Cinque milioni e 700 mila copie vendute l'altro ieri, otto milioni e 700 mila ieri. Anche il nostro allegato speciale è stato seguitissimo: 6,7 milioni di lettori. Cifre che superano ogni record precedente.

10 aprile 2053- Perchè le case sono crollate come cadono i biscotti nel latte dopo averli inzuppati troppo? E' questa la domanda che circola tra le tende allestite per gli sfollati. Risparmi di una vita per tirare su quella casa che non ha retto alle scosse che se avvenute in Giappone non avrebbero causato nemeno un morto, se non per infarto. La Magistratura indagherà. Intanto il Presidente ieri ha detto che "dobbiamo sentirci tutti colpevoli". Tutte le altre più alte cariche dello Stato si sono dette concordi.

11 aprile 2053- Hanno lavorato tutta la notte. Alla fine la gioia ha prevalso sulla fatica. I cani hanno cominciato ad abbaiare indicando ai soccoritori un punto preciso e lì si è cominciato a scavare. Dopo due ore di lavoro è emersa Lucia, tra gli applausi dei presenti. Ma accanto alle storie a lieto fine, ce ne sono altre col finale tragico. Marco non doveva essere in città. Aveva deciso all'ultimo momento di restare. E' rimasto seppellitto dalle travi del tetto della casa dove era ospitato da un amico. Le vittime sono 294. All'appello non manca più nessuno, quindi la conta è definitiva.