Su 19 marzo trovi

Pensieri e idee. Articoli di giornale e commenti. Vignette e foto dal mondo. Giornalismo e storie da raccontare. Prodotti trovati su internet e quelli fatti da me all'interno della scuola per la formazione al giornalismo.
Libri letti e da leggere.
Buoni propositi e cattive azioni.

venerdì 15 maggio 2009

Un gagliardetto non è un semplice pezzo di stoffa: un gagliardetto è un'anima, un gagliardetto è un ideale M.

"Considerato il momento di profonda crisi economica in cui versa la Nazione, ed avendo ricevuto numerosissime adesioni, ci troviamo ad affrontare il problema del costo della divisa, che molti iscritti non possono sostenere. A tal proposito, in deroga a quanto previsto dallo statuto, per chi desidera iscriversi pur non potendo affrontare la spesa di un equipaggiamento integrale, è stato deciso di adottare in via provvisoria una pettorina in materiale di nylon di color Kaki, recante la scritta..."

E' giusto. In momenti di crisi si stringe la cinta su tutto. Molte famiglie non arrivano alla terza settimana del mese, figurarsi se non si risparmia sullo sport, sugli svaghi, sul tempo libero.

Però è un peccato. La divisa è segno distintivo. Ti identifica. Ti rende diverso. Dall'avversario, dal nemico, da chi ti si pone davanti ed è diverso da te. A volte basta una camicia kaki, un cappello, una fascia sul braccio per sentirsi migliori.

Ma in tempi di profonda crisi economica può bastare anche "una pettorina in materiale di nylon di color Kaki, recante la scritta GUARDIA NAZIONALE ITALIANA e un cappellino modello basket recante il simbolo della ruota solare e la scritta G.N.I." per entrare a far parte della "ronda".

Ps Qui i modelli di divisa che gli adepti, superato il momento di crisi, potronno avere a disposizione.

giovedì 14 maggio 2009

Menù del giorno: numeri, in salsa rossa!

Il Gruppo Rcs è in crisi.

Come attacco di un pezzo non sarebbe male, peccato non sia una notizia. Che il grande gruppo editoriale (ne fanno parte Corriere delle Sera, Gazzetta dello Sport, più vari periodici italiani e internazionali) non se la passasse bene era noto da tempo, ma ragionare coi numeri fa sempre un altro effetto. Nel trimestre in corso, i ricavi netti consolidati del gruppo sono calati da 625,5 a 514,9 milioni (-17,7%), essenzialmente per "l’accentuata contrazione dei ricavi pubblicitari e diffusionali, comune a tutto il settore in Italia e all’estero".
I ricavi pubblicitari scendono, rispetto ai primi tre mesi del 2008, del 30,2%, a 155 milioni, soprattutto per il "forte calo della raccolta dell’area Quotidiani Spagna, solo in minima parte compensato dalla crescita dell’online e del mezzo televisivo". InItalia, i ricavi delle aree Quotidiani e Periodici sono"sostanzialmente in linea con i mercati di riferimento". I ricavi diffusionali sono a 297,4 milioni, in calo del 12% (le vendite di Gazzetta, il giornale che vende più in Italia, sono calate del 5%), soprattutto per i minori ricavi dell’area Libri, "per effetto della programmata e progressiva riduzione dei lanci di opere collezionabili in Italia ed all’estero". L’indebitamento finanziario netto è a 1.118,2 milioni, in miglioramento di 28,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2008. Al 31 marzo, "l’organico medio si riduce a 6.550 unità, rispettoalle 6.682 (al netto delle attività destinate alla dismissione) del primo trimestre 2008, grazie alle efficienze realizzate intutte le aree del gruppo, e nonostante le variazioni di perimetroe i nuovi ingressi nell’ambito dello sviluppo del gruppo Dada edei new media".

Sempre per continuare a parlare coi numeri, il gruppo dovrà studiare un piani di tagli per 200 milioni di euro. Un bel gruzzolo. Per raggiungere la cifra si parla di pensionamenti, prepensionamenti e cassa integrazione.

I numeri sconvolgono e ragionarci a caldo è difficile. Ma nelle redazioni aleggia la parola multimedialità. Non male come idea, peccato che in altri Paesi siano già più avanti rispetto a noi.

19marzo09 sta passando del tempo all'interno di una redazione di un grande giornale e qualche idea se la sta facendo, ma è troppo presto e troppo pochi gli elementi per parlarne. Magari tra un pò.

Oggi si parla coi numeri.

lunedì 11 maggio 2009

Nicola Rao...e la celtica


Con Nicola Rao, si conclude (per ora) la seria di interviste agli scrittori che in questi anni si sono occupati di neofascismo. Anche all'autore di "La fiamma e la celtica" e " "Il sangue e la celtica", è stata chiesta per prima cosa perchè in questo momento la produzione editoriale sull'estremismo di destra è così ricca.


Per rispondere alla sua domanda, anzitutto c'e' una motivazione di ordine strettamente commerciale , nel senso che, dopo il boom di vendite e di critica di "Cuori neri" (uscito nel gennaio 2006), il mondo editoriale e giornalistico si e' reso conto che il neofascismo 'tirava'.a livello di vendite. Di qui le decine di libri (qualcuno di buon livello, altri molto meno interessanti) sull'argomento che si sono succeduti negli ultimi tre anni. Insomma: "Cuori neri" ha scoperchiato un mondo di lettori che fino a quel momento era assolutamente sommerso rispetto al mercato editoriale, che si e' mosso di conseguenza.
Bisognerebbe piuttosto capire perche' "Cuori neri" ha avuto questo merito. E perche' soltanto nel gennaio 2006. Non c'e' dubbio che sia dipeso, in gran parte, dalla capacita' di Luca Telese nel raccontare, senza demonizzarle, le storie dei morti di 'serie b', quelli di destra. Ed averlo fatto con una casa editrice di spessore nazionale, la Sperling& Kupfer, che, facendo parte del gruppo Mondadori, dispone di una distribuzione capillare e diffusa su tutto il territorio. A questo dobbiamo aggiungere che, in un clima distaccato e postideologico, lontano dai furori degli anni 'caldi', erano maturi i tempi per una riflessione piu' distaccata sui morti 'probiti' della guerra per bande. Ultimo elemento, secondo me importante: la storia politica di Luca Telese, dichiaratamente di sinistra, che ha contribuito a rendere piu' credibili le tremende vicende narrate in "Cuori neri". Anche "La fiamma e la celtica", che e' stato un buon successo editoriale, non avrebbe avuto i consensi che ha avuto, se prima non fosse uscito "Cuori neri".
Alcuni parlano dell’attualità, altri invece ripercorrono la storia del neofascismo. Perchè proprio ora molti autori, tra cui lei, sentono l’esigenza di ripercorrere gli “anni di piombo” visti da destra?
Delle motivazioni che spingono alcuni autori (ripeto, non tutti) a scrivere soltanto ora sul e del neofascismo, credo di averle gia' risposto. Per quanto mi riguarda, 'La fiamma e la celtica' e' il lavoro di una vita, iniziato nel lontano 1987, che ha visto il suo compimento e la sua maturazione nell'inverno-primavera del 2006, per essere pubblicato, volutamente, a meno di due mesi dal sessantennale della nascita del Msi, proprio per tracciare il bilancio di oltre mezzo secolo di storia del neofascismo italiano.

Quali sono state le difficoltà maggiori nello scrivere “Il sangue e la celtica” e prima ancora“La fiamma e la celtica”?
Beh, devo dire che difficolta', nello scrivere 'La fiamma e la celtica' non ne ho incontrate. Del resto quel libro e' una fotografia, in molti casi una autorappresentazione, delle tante vicende, storie e situazioni che hanno caratterizzato il neofascismo nostrano. Diverso il discorso per 'Il sangue e la celtica', visto che affronta l'aspetto armato e terroristico e non, come il precedente, di quello politico e culturale. E', il secondo, un libro investigativo e di scavo nel ventre piu' profondo del neofascismo armato. E, coprendo un ventennioo che va dai primi anni cinquanta alla meta' dei settanta, inevitabilmente si occupa dei tentati golpe e, soprattutto delle stragi. Tema quantomai scabroso, ancora oggi, per la destra radicale. Ecco, da questo punto di vista, le difficolta' non le ho tanto incontrate durante il lavoro di ricerca e ricostruzione, ma dopo l'uscita del libro, quando sono stato oggetto di insulti e offese da parte di alcuni settori dell'estremismo nero.

Riusciremo, noi italiani, ad avere una memoria e una verità condivisa sugli “anni di piombo”?
Al momento, sulla questione, sono alquanto pessimista. Del resto, se, a distanza di 64 anni dalla fine della guerra, ci si divide per venti giorni sul 25 aprile, figuriamoci se si possa arrivare ad una memoria condivisa per fatti ben piu' recenti...

E' da poco passato proprio il 25 aprile. Cosa ne pensa del disegno di legge 1360 che equipara i partigiani ai repubblichini?
Un disegno di legge condivisibile, sopratutto nel suo spirito (che, vorrei ricordarlo, era stato firmato anche da tre parlamentari del Partito Democratico). Del resto, mi sembra che anche il Capo dello Stato abbia detto che ci vuole rispetto e pieta' per tutti i combattenti, anche per chi lo fece ''dalla parte sbagliata, ma in buona fede''. Ecco, quella proposta di legge andava in questa direzione. Nient'altro.

Tre domande sul neofascismo. Le organizzazioni della destra radicale godono di ottima salute: aumentano i consensi e conquistano spazi che fino ad ora erano stati inaccessibili, come i licei. Secondo lei, da dove deriva questo consenso?
Non vorrei contraddirla, ma che i movimenti giovanili di destra ed estrema destra siano stati presenti nelle scuole e negli atenei, spesso con iniziative rumorose e provocatorie, attirando un certo numero di giovani militanti e simpatizzanti, e' cosa vecchia quanto la storia del neofascismo, che e', fondamentalmente, una storia di giovani. Ma da qui a dire che le organizzazioni neofasciste godono di ottima salute e aumentano i consensi ce ne corre. Basta vedere le percentuali residuali che raccolgono in tutte le competizioni elettorali...
Tra i militanti neo fascisti degli anni di piombo e quelli di Forza Nuova e Casapound dei giorni nostri ci sono differenze abissali. E' possibile pero tracciare una linea di continuità sull'identikit del militante della destra radicale?
Sinceramente, non vedo molti punti di contatto tra i militanti dela destra radicale di 30 anni fa e quelli di oggi. Troppo diversi sono il quadro politico, il contesto storico e sociale, la realta' economica e culturale nella quale operano i militanti di oggi rispetto a quelli dell'epoca. Direi che c'e' pero' un filo nero. Ed e' costituito dai leader, che sono gli stessi. 30 anni fa Terza Posizione era guidata da Peppe Dimitri, Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Ed oggi, dopo tre decenni, Fiore e' il leader di Forza Nuova e Adinolfi il 'guru' dei centri sociali di destra che ruotano intorno a Casapound...

La nascita del Pdl libera degli spazi politici alle organizzazioni alla destra del nuovo partito?
Chi puo' dirlo? Personalmente ci credo poco, ma...chi vivra' vedra'.

domenica 10 maggio 2009

Proposta

19marzo09 propone per la metro milanese l'istituzione di vagoni separati e distinti per gli ascoltatori di i pod e mp3 al massimo volume.

Milano, 10 maggio 2008

sabato 9 maggio 2009

Ricordando

Oggi, 9 maggio, è la "Giornata della memoria per le vittime del Terrorsmo e delle Stragi"

Come annunciato nei giorni scorsi, parteciperà all'evento al Quirinale la veova del ferroviere anarchico Pinelli,Licia Rognini Pinelli. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di una volontà di chiusura della lunga stagione d'odio che ha attraversato l'Italia.

Il suo incontro con un'altra vedova, Gemma Capra Calabresi ,sarà emblematico.
Il tentativo di consegnare all'opinione pubblica una verità precostituita e di comodo, lunghi anni di silenzio, indagini della magistratura ostacolate da apparati dello Stato, la mancanza, ancor'oggi nel 2009, di una verità ricosciuta e soprattutto la sofferenza di aver perso l'uomo con cui hanno percorso, finchè hanno potuto, la loro vita, si incontreranno negli sguardi dei loro occhi.

19marzo09 chiude questo posto consigliando la visione delle pagine 8 e 9 del miglior quotidiano italiano, il Corriere ovviamente, (qui due articoli tratti da quelle pagine).

Per quanto minuscolo possa sembrare questo gesto, un abbraccio alla signora Gemma e alla signora Licia.

venerdì 8 maggio 2009

Domanda


19marzo09
studente/giornalista praticante
nato a Roma
l'1 novembre 1985
domiciliato in via Giuba, Milano


chiede a


Matteo Salvini
parlamentare Lega Nord
nato a Milano
il 9 marzo 1973


quale sia la carrozza a lui riservata nella metropolitana milanese.

Milano, 8 maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009

Appunti di lettura

Purtoppo, o per fortuna, il tempio dello sport (come lo chiama qualcuno) non lascia molto tempo a disposizione.

Mi limito quindi a segnalare due o tre cose che reputo molto interessanti.

La prima: un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere di oggi, 6 maggio, intitolato "E la sinistra abbandona gli operai" (purtoppo non l'ho trovato sul sito quindi non lo posso linkare). Il giornalista del Corriere commenta un articolo apparso su Liberazione di ieri sulla deriva destrorsa-padana degli operai. Il giornale comunista rimane sbigottito da questo mutamento sociale (già in atto da tempo in realtà. Sveglia, compagni!) arrivando a ripugnare la figura del Cipputi. Copiare non è mai bello, ma è inutile cercare qualcosa di meglio da dire del perfetto. Quindi copio. "Qualsiasi sommossa di schiavi, da Spartaco in poi, ha il potere di sedurmi malgrado il costo e la vanità dell'impresa. Rivoluzionario nella vita pubblica, sono tuttavia rimasto profondamente borghese nel privato, senza trovare un'armonia tra comportamenti intimi e ideali pubblici. Io non c'entro niente con il mondo di cui ho parlato per una vita. Un pò come molti intellettuali di sinistra". Firmato Luigi Pintor, fondatore de il manifesto.

La seconda: sempre sul succitato giornale (sull'altro principale quotidiano italiano non ne ho trovata traccia, chapeau!), pagina 20, ho letto che la vedova Pinelli è stata invitata dal presidente della Repubblica al Quirinale al "giorno del ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi".

La terza: l'Internazionale di questa settimana presenta un lungo articolo scritto da uno storico inglese sulla storia recente della sinistra italiana (19marzo09 lo deve ancora leggere e quindi si astiene da ogni commento).