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venerdì 15 maggio 2009

Un gagliardetto non è un semplice pezzo di stoffa: un gagliardetto è un'anima, un gagliardetto è un ideale M.

"Considerato il momento di profonda crisi economica in cui versa la Nazione, ed avendo ricevuto numerosissime adesioni, ci troviamo ad affrontare il problema del costo della divisa, che molti iscritti non possono sostenere. A tal proposito, in deroga a quanto previsto dallo statuto, per chi desidera iscriversi pur non potendo affrontare la spesa di un equipaggiamento integrale, è stato deciso di adottare in via provvisoria una pettorina in materiale di nylon di color Kaki, recante la scritta..."

E' giusto. In momenti di crisi si stringe la cinta su tutto. Molte famiglie non arrivano alla terza settimana del mese, figurarsi se non si risparmia sullo sport, sugli svaghi, sul tempo libero.

Però è un peccato. La divisa è segno distintivo. Ti identifica. Ti rende diverso. Dall'avversario, dal nemico, da chi ti si pone davanti ed è diverso da te. A volte basta una camicia kaki, un cappello, una fascia sul braccio per sentirsi migliori.

Ma in tempi di profonda crisi economica può bastare anche "una pettorina in materiale di nylon di color Kaki, recante la scritta GUARDIA NAZIONALE ITALIANA e un cappellino modello basket recante il simbolo della ruota solare e la scritta G.N.I." per entrare a far parte della "ronda".

Ps Qui i modelli di divisa che gli adepti, superato il momento di crisi, potronno avere a disposizione.

giovedì 14 maggio 2009

Menù del giorno: numeri, in salsa rossa!

Il Gruppo Rcs è in crisi.

Come attacco di un pezzo non sarebbe male, peccato non sia una notizia. Che il grande gruppo editoriale (ne fanno parte Corriere delle Sera, Gazzetta dello Sport, più vari periodici italiani e internazionali) non se la passasse bene era noto da tempo, ma ragionare coi numeri fa sempre un altro effetto. Nel trimestre in corso, i ricavi netti consolidati del gruppo sono calati da 625,5 a 514,9 milioni (-17,7%), essenzialmente per "l’accentuata contrazione dei ricavi pubblicitari e diffusionali, comune a tutto il settore in Italia e all’estero".
I ricavi pubblicitari scendono, rispetto ai primi tre mesi del 2008, del 30,2%, a 155 milioni, soprattutto per il "forte calo della raccolta dell’area Quotidiani Spagna, solo in minima parte compensato dalla crescita dell’online e del mezzo televisivo". InItalia, i ricavi delle aree Quotidiani e Periodici sono"sostanzialmente in linea con i mercati di riferimento". I ricavi diffusionali sono a 297,4 milioni, in calo del 12% (le vendite di Gazzetta, il giornale che vende più in Italia, sono calate del 5%), soprattutto per i minori ricavi dell’area Libri, "per effetto della programmata e progressiva riduzione dei lanci di opere collezionabili in Italia ed all’estero". L’indebitamento finanziario netto è a 1.118,2 milioni, in miglioramento di 28,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2008. Al 31 marzo, "l’organico medio si riduce a 6.550 unità, rispettoalle 6.682 (al netto delle attività destinate alla dismissione) del primo trimestre 2008, grazie alle efficienze realizzate intutte le aree del gruppo, e nonostante le variazioni di perimetroe i nuovi ingressi nell’ambito dello sviluppo del gruppo Dada edei new media".

Sempre per continuare a parlare coi numeri, il gruppo dovrà studiare un piani di tagli per 200 milioni di euro. Un bel gruzzolo. Per raggiungere la cifra si parla di pensionamenti, prepensionamenti e cassa integrazione.

I numeri sconvolgono e ragionarci a caldo è difficile. Ma nelle redazioni aleggia la parola multimedialità. Non male come idea, peccato che in altri Paesi siano già più avanti rispetto a noi.

19marzo09 sta passando del tempo all'interno di una redazione di un grande giornale e qualche idea se la sta facendo, ma è troppo presto e troppo pochi gli elementi per parlarne. Magari tra un pò.

Oggi si parla coi numeri.