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mercoledì 20 maggio 2009

I primi caldi...

Da anni ormai si dice che l'Italia sia una Paese rassegnato.
I politici sono tutti corrotti e la politica è tutto un magna magna. Noi italiani abbiamo inventato un programma televisivo dal titolo "I raccomandati" e pensiamo che solo con una spinta si possa far carriera, per risolvere i grandi e i piccoli problemi cerchiamo sempre vie ufficiose e solo in secondo momento quelle ufficiali. I migliori giovani laureati sanno che se non hanno parenti già inseriti nel mondo accademico il l'unico modo per fare carriera è emigrare. Fanno i bagagli e , rassegnatamente, partono. Noi italiani , quando si parla di qualcosa di difficilmente ottenebile, abbiamo inventato la formula: "Bisogna avere dei santi in paradisi...". Gli esempi potrebbero essere ancora molti.
Ma in fondo al tunnel una luce c'è.
C'è una ambito in cui noi italiani mostriamo una strenua resistenza al fato, agli accadimenti, al destino.
Non riusciamo a rassegnarci che d'estate faccia caldo e d'inverno freddo.
Non riusciamo a farcene una ragione.
Proprio non ci riesce Giordano Tredicine, presidente della Commissione alle Politiche Sociali del Comune di Roma. Il nostro ha annunciato che "per venerdì 22 maggio è stata fissata l'istituzione di una commissione tecnica per valutare i rischiderivanti dall'emergenza caldo". E aggiunge: "In particolare, vanno studiate delle misure efficaci che si inseriscano nel piano estivo, previsto dall'assessorato, legate alla
territorialitá. Si tratta di interventi specifici da adottare nei centri anziani e nei parchi. È, infatti, qui che si concentra il maggior numero di persone quando le temperature diventano elevate. E proprio per questo bisogna adottare un occhio di riguardo all'assistenza delle persone, in particolare alle fasce più esposte ai pericoli dell'emergenza caldo: gli anziani ed i bambini"