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lunedì 28 dicembre 2009

Lo Stato d'emergenza (...e Bertolaso)


La fine dell'anno è tempo di bilanci. Giornali e tv spesso commissionano sondaggi per sapere quale personaggio o evento ha colpito di più l'opinione pubblica durante i mesi appena trascorsi.

Così ha fatto Skytg24 che nei giorni scorsi ha reso noto i risultati della ricerca. Primo: il presidente Usa, Barack Obama. Secondo: il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano. Terzo (rullo di tamburi...): il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso.

Nel Paese dei campanili e dei Bar dello Sport dove il chiacchiericcio è assai praticato, un uomo concreto sempre al centro della scena quando si tratta di intervenire in situazioni di pericolo o emergenza non può che essere apprezzato.

Ma il successo di Bertolaso è in una parola chiave che è proprio emergenza.

Scrivo a memoria senza fare ricerche su internet gli ultimi casi di "emergenza" che mi vengono in mente: terremoto in Abruzzo (non a caso la notizia che ha più colpito l'opinione pubblica stando a un sondaggio sempre di Sky), alluvione a Messina, rifiuti in Campania, treni fermi per il freddo, la neve a Milano.

Per non contare tutti gli stati d'emergenza che spesso sentiamo annunciare dai telegiornali. In tutti questi casi c'è un uomo in prima fila: lui, Guido Bertolaso.

La fortuna del capo della Protezione Civile è senz'altro quella di guidare una squadra che il più delle volte funziona. E in Italia non è un fatto del tutto scontato.

Ma come detto prima la sua fortuna principale è quella di guidare la Protezione Civile in un Paese in un continuo "stato d'emergenza". Un Paese incapace di gestire l'ordinaria amministrazione, che non riesce a finire la costruzione dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ma progetta il ponte sullo Stretto, che non ristruttura, non ripara e piange poi sulle tragedie.

Emergenza. Provate a cercarla su Google. 8.625 notizie contenente la parola "emergenza". Di queste 1.753 contengono anche le parole "protezione civile" (il dato è in continuo aggiornamento). Ordinando i risultati di questa seconda ricerca per data, si scopre che queste notizie vanno solo dal 21 dicembre ad oggi. Sette giorni, una settimana per riempire 100 pagine di ricerca su Google di "emergenze".

E' questa una delle fotografie del Paese in cui Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, è la terza persona per popolarità.



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mercoledì 20 maggio 2009

I primi caldi...

Da anni ormai si dice che l'Italia sia una Paese rassegnato.
I politici sono tutti corrotti e la politica è tutto un magna magna. Noi italiani abbiamo inventato un programma televisivo dal titolo "I raccomandati" e pensiamo che solo con una spinta si possa far carriera, per risolvere i grandi e i piccoli problemi cerchiamo sempre vie ufficiose e solo in secondo momento quelle ufficiali. I migliori giovani laureati sanno che se non hanno parenti già inseriti nel mondo accademico il l'unico modo per fare carriera è emigrare. Fanno i bagagli e , rassegnatamente, partono. Noi italiani , quando si parla di qualcosa di difficilmente ottenebile, abbiamo inventato la formula: "Bisogna avere dei santi in paradisi...". Gli esempi potrebbero essere ancora molti.
Ma in fondo al tunnel una luce c'è.
C'è una ambito in cui noi italiani mostriamo una strenua resistenza al fato, agli accadimenti, al destino.
Non riusciamo a rassegnarci che d'estate faccia caldo e d'inverno freddo.
Non riusciamo a farcene una ragione.
Proprio non ci riesce Giordano Tredicine, presidente della Commissione alle Politiche Sociali del Comune di Roma. Il nostro ha annunciato che "per venerdì 22 maggio è stata fissata l'istituzione di una commissione tecnica per valutare i rischiderivanti dall'emergenza caldo". E aggiunge: "In particolare, vanno studiate delle misure efficaci che si inseriscano nel piano estivo, previsto dall'assessorato, legate alla
territorialitá. Si tratta di interventi specifici da adottare nei centri anziani e nei parchi. È, infatti, qui che si concentra il maggior numero di persone quando le temperature diventano elevate. E proprio per questo bisogna adottare un occhio di riguardo all'assistenza delle persone, in particolare alle fasce più esposte ai pericoli dell'emergenza caldo: gli anziani ed i bambini"